The Papenius Organ at the MerienKirche, Belzig

Works of Bruhns Hanff

Christoph Albrecht

CD Denon Co 74399

Il CD dell’organo Papenius della MarienKirche di Belzig non è una miscellanea come si potrebbe intuire dal titolo ma è integralmente dedicato a due soli autori: Nikolaus Bruhns e Johann Nicolaus Hanff, alternati fra loro. [B] Preludio e Fuga in Mi minore, Nun Komm der Heiden Heiland; [H] Helft mir gott’s Gute Preisen, War Gott niche mit uns diese Zeit; [B] Preludio e Fuga in Mi minore; [H] Ein feste Burg ist unser Gott, Erbarm Dicha mein o Herre Gott; [B] Preludio e Fuga in Sol minore; [H] Ach Gott vom himmel sich darein, Aug meinen Lieben Gott; [B] Preludio e Fuga in Sol maggiore.

L’organo è una delle ultime opere di Papenius ed ha avuto varie vicissitudini finché nel 1979 Schuke ultimò un completo restauro che lo riportò all’originale. Lo strumento è ben equilibrato ma è tutto sommato piccolo e ciò si fa sentire soprattutto nel grandioso Preludio e Fuga in Mi minore (traccia 1) in cui la mancanza di un 32’ reale al pedale e un congruo numero di registri si fanno sentire.

Il libretto è in Tedesco, Francese e Inglese e riporta scarne notizie sui brani, la storia dell’organo e il curriculum dell’organista; c’è la disposizione fonica dell’organo e i registri utilizzati nei singoli brani (cosa che è perfettamente inutile per gli organisti di una certa esperienza ed è di difficile interpretazione per tutti gli altri).

La scelta di questi due soli organisti è voluta, quasi a fare un confronto fra le rispettive architetture musicali sullo stesso organo dal medesimo interprete. Il quale rende bene giustizia ai brani eseguiti con i giusti tempi, i giusti registri, i giusti cambi di tastiera. Del resto, essendo nato nel 1930, Albrecht era poco più che sessantenne al momento dell’incisione del CD e quindi perfettamente maturo per il repertorio prescelto.

La musica incisa è molto molto bella e -fatta la tara delle dimensioni un po’ piccole dello strumento- rende questo CD davvero prezioseo; l’interpretazione è sempre giusta; forse un po’ di afflato romantico nei Preludi e Fuga di Bruhns avrebbe reso più sublimi e ricchi di pathos questi pezzi, che sembrano scritti in anticipo di un secolo almeno rispetto alla data effettiva di composizione. Se si pensa che Bruhns morì nel 1691 a soli 31 anni ci rendiamo conto di quale genio dell’organo abbiamo prematuramente perduto.

In conclusione, si tratta di un CD di indubbio interesse non solo per gli appassionati di musica tedesca del XVII Sec. ma anche come esempio di organo di piccole dimensioni perfettamente equilibrato nei suoi timbri e nelle sue capacità sonore.

Maggio 2022

Graziano Fronzuto

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